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XXXIV.
E gridò forte gigante, ove vai ?

Ben ti pensasti d'avermi ammazzato!
Volgiti a drieto, che, s' ale non hai,
Non puoi da me fuggir, can rinnegato :
A tradimento ingiuriato m' hai.
Donde il gigante allor maravigliato
Si volse a drieto, e riteneva il passo ;
Poi si chinò per tor di terra un sasso.

XXXV.

Orlando avea Cortana ignuda in mano; Trasse a la testa: e Cortana tagliava: Per mezzo il teschio partì del pagano, E Passamonte morto rovinava :

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XLVIII.

Disse il gigante: Gesù benedetto
Per mille volte ringraziato sia ;
Sentito t'ho nomar, baron perfetto,
Per tutti i tempi de la vita mia:
E, com'io dissi, sempremai suggetto
Esser ti vo' per la tua gagliardia.
Insieme molte cose ragionaro,
E 'n verso la badía poi s' inviaro.

XLIX.

E per la via da que' giganti morti
Orlando con Morgante sì ragiona:
De la lor morte vo' che ti conforti;
E poi che piace a Dio, a me perdona;
A' monaci avean fatto mille torti;

E la nostra scrittura aperto suona. Il ben remunerato, e 'l mal punito; E mai non ha questo Signor fallito,

L.

Però ch'egli ama la giustizia tanto,

Che vuol, che sempre il suo giudicio morda
Ognun ch'abbi peccato tanto o quanto;
E così il ben ristorar si ricorda:

E non saria senza giustizia santo :
Adunque al suo voler presto t'accorda;
Che debbe ognun voler quel che vuol questo,
Ed accordarsi volentieri e presto.

LI.

E sonsi i nostri dottori accordati,
Pigliando tutti una conclusione,
Che que che son nel ciel glorificati,
S'avessin nel pensier compassione
De' miseri parenti che dannati
Son ne lo inferno in gran confusione,
La lor felicità nulla sarebbe ;

E vedi che qui ingiusto Iddio parrebbe.

LII. Ma egli anno posto in Gesù ferma spene; E tanto pare a lor, quanto a lui pare; Afferman ciò ch'e' fa, che facci bene, E che non possi in nessun modo errare : Se padre o madre è nell' eterne pene, Di questo non si posson conturbare: Che quel che piace a Dio, sol piace a loro: Questo s'osserva ne l'eterno coro.

LIII.

Al savio suol bastar poche parole,

Disse Morgante; tu il potrai vedere,
De' miei fratelli, Orlando, se mi duole,
E s' io m'accorderò di Dio al volere,
Come tu di' che in ciel servar si suole :
Morti co' morti; or pensiam di godere ;
Io vo tagliar le mani a tutti quanti,
E porterolle a que' monaci santi,

LIV.
Acciò ch' ognun sia più sicuro e certo,
Com' e' son morti, e non abbin paura
Andar soletti per questo deserto;
E perchè veggan la mia mente pura

A quel Signor che m'ha il suo regno aperto.

E tratto fuor di tenebre sì oscura.

E poi tagliò le mani a' due fratelli,

E lasciagli a le fiere ed agli uccelli.

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LII.

"But they in Christ have firmest hope, and all Which seems to him, to them too must appear Well done; nor could it otherwise befall:

He never can in any purpose err. If sire or mother suffer endless thrall,

They don't disturb themselves for him or her; What pleases God to them must joy inspire ; — Such is the observance of the eternal choir."

LIII.

"A word unto the wise," Morgante said,

"Is wont to be enough, and you shall see How much I grieve about my brethren dead; And if the will of God seem good to me, Just, as you tell me, 'tis in heaven obey'd Ashes to ashes, merry let us be !

I will cut off the hands from both their trunks, And carry them unto the holy monks.

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