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Florence 17 Beos 182,

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Sunt enim illi Veteres, qui ornare nondum poterant quae dicebant, omnes prope praeclare locuti : quorum sermone assuefacti qui erunt, ne cupientes quidem poterunt loqui, nisi Latine. Neque tamen erit utendum verbis iis, quibus jam consuetudo nostra non utitur, nisi quando ornandi causa parce, quod ostendam: sed usitatis ita poterit uti, lectissimis ut utatur, is, qui in veteribus erit scriptis studiose et multum volutatus.

CICER. de Orat. lib. 3, cap. 10.

A' LETTORI

Quant

uanto può per quest' Opera desiderarsi così rispetto all' origine ed al progresso, come alla forma e alle proprietà del nostro Idioma, avrassi in aggiunta all' Opera secondochè fu proposto nell' annunziarla. Qui dee soltanto sommariamente avvertirsi ciò che risguarda i Poeti ne' due Volumi raccolti. Sono essi i padri di nostra lingua, quelli che il primo secolo ne compongono, e le cui rime partitamente non possono in un volume di qualche ampiezza ordinarsi. Succedonsi per età, come furono dal Crescimbeni e dal Quadrio principalmente disposti, rettificatone però gli errori co' lumi sparsi da miglior critica sopra gl'ingegni de' secoli più tenebrosi d'Italia. Quindi non solo secondo le osservazioni del dottissimo Abate Fiacchi dalla metà trasportammo al declinare del secolo Gianni Alfani e Francesco Ismera; ma n' escludemmo le rime e di Ubaldino Dal Cervo e di Frate Elia contraddette da

semmi uomini, conservando a San Fran eesco d'Assisi il numero e l'onor de' suoi Cantici, per non averne il Padre Affò combattuta la tradizione con argomenti valevoli, a parer nostro, ad infrangerne l'autorità. Quanto v'ha dunque di tai Poeti già sparsamente impresso, emendatolo con più Codici in questi Volumi s'offre, unito a quanto di loro o d'altri coetanei loro scontrammo in essi d'inedito. Sette son eglino i Codici, un Barberino, due Vaticani, il Codice di Rime Antiche, già dello Strozzi, or posto nella Libreria Laurenziana, l'altro di Pier del Nero spettante alla Riccardiana, e due Codici ambędue trascritti dall'antichissimo Codice, sgraziatamente smarrito, di Rime Antiche del Redi, uno da Anton Maria Salvini, l'altro da Anton Maria Biscioni e da lui con altri tre Codici confrontato, somministratici entrambi con altro Codice di Rime inedite di Fra Guittone da' chiarissimi Cesare e Giacomo Lucchesini per la benevolenza del Marchese Girolamo lor fratello, il cui minor pregio non è sostenere e promuovere per sè medesimo la dignità della patria Letteratura. Ed il Salvini il Biscioni di note ornaron que' Codici,

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